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Consiglio di lettura di Barbara Herzog

Less

Romanzo di Andrew Sean Greer, ed. La Nave di Teseo, prima pubblicazione 2017, vincitore Pulitzer, 179 pagine.

Andrew Sean Greer

Andrew Sean Greer

Su consiglio spassionato del libraio, vedendomi arrivare felice con una pila esagerata di libri a suo dire “non da tutti”, Less ha trovato posto tra le mie braccia.
Incuriosita dal titolo, che è il cognome di Arthur, personaggio principale del libro, ma che significa anche “meno”, mi sono tuffata nella lettura per conoscerlo.

Si tratta di un quasi cinquantenne (non ancora!), inconcludente, un tipo che in larga parte la vita la subisce. Ha i suoi amori grandi, inframmezzati dalle sue avventure piccole, scrive libri buoni quanto basta per destare l’interesse di un pubblico minore, si ricorda più volentieri le scampagnate tutte “survival” col padre, che la scoperta in casa di un libro su come crescere da vero maschio il figlio effeminato.
Ed è piuttosto occupato con se stesso, tanto da rimanere a tratti sconcertato dalla vivacità, dalla Vita, che gli fluisce accanto, quando le dà spazio.

Il romanzo è colmo di esilaranti monologhi svolti nella testa del protagonista e dialoghi pieni di ironia sagace.

«Non è che tu sia un cattivo scrittore. È che sei un cattivo gay.
Noi abbiamo il dovere di mostrare le cose belle del nostro mondo. Il mondo gay. Ma tu nei tuoi libri, imponi ai personaggi delle sofferenze senza riscatto! Se io non ti conoscessi, mi verrebbe da pensare che sei repubblicano. Kalipso era bello. Grondante di dolore. E però masochista da non credere! Un naufrago che rimane spiaggiato su un’isola dove ha una relazione gay per anni, e poi però se ne riparte alla ricerca della moglie! Tu devi fare di meglio. Per noi. Per offrirci dei modelli che ci siano d’ispirazione, Arthur. Devi puntare più in alto. Mi si stringe il cuore a dirti queste cose, ma andavano dette». Finalmente Less riesce ad articolare qualcosa: «Un cattivo gay?»

Non ha nulla di accattivante. Ne un fisico che faccia pensare al sesso ne un carattere particolarmente amabile o forte da far cascare ai suoi piedi. È impacciato e incline a riflessioni nostalgiche. Non è nemmeno bravo a letto. Ma ha un dono; il bacio.

Lui bacia – come potrei spiegare? Bacia come uno che è innamorato. Come se non avesse niente da perdere. Come chi ha appena imparato una lingua straniera ed è in grado di usare solo il presente e la seconda persona. Solo adesso, solo tu. Ci sono uomini che non sono mai stati baciati così. E ce ne sono che si accorgono che dopo Arthur Less non lo saranno mai più.

Uomini straordinari rimangono increduli ed ammaliati dalla magia che sprigiona la bocca di Less. E così il lettore lungo la sua inutile quanto mai laboriosa fuga in giro per il globo, alla ricerca del successo mai ottenuto e dell’oblio sentimentale.
Si pena con lui, si gode con lui, si ride sotto i baffi per questa creatura così normale ma così straordinariamente umana.
Ammetto che ho anche versato qualche inaspettata lacrima di felicità, soprattutto alla scoperta dell’identità del narratore…

Andrew Sean Greer

Quattro anni fa avevo letto dello stesso autore Le vite impossibili di Greta Wells e mi ero meravigliata della sua capacità di vedere in fondo all’anima di una donna, di percepire le sue titubanze ed i suoi turbamenti. Leggendo quest’ultimo romanzo riaffiora la stessa meraviglia nei confronti di uno scrittore che sa trasmettere fragilità, ordinarietà come specificità di una singola persona con smaliziata naturalezza. Ed è in questa maniera che ci fa affezionare passo per passo ai suoi personaggi, e ce li rende tanto speciali da seguire con gusto ogni pensiero, ogni inciampo, ogni sprazzo di felicità.

 

Barbara Herzog

 

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