Abramo non aveva figli gay, lesbiche o trans. Ma fino ad oggi nipoti queer ne ha avuti, eccome! Le tre religioni abramitiche però per secoli hanno emarginato e perseguitato questi “nipoti diversi”. Ma le persone LGBTQ hanno ereditato la stessa Promessa di Salvezza che Dio ha stipulato con Abramo.
Cosa significa questo in una società multiculturale, multireligiosa e sempre più aperta alle minoranze LGBTQ? Il gruppo Varco, costola milanese della Rete Evangelica Fede Orientamenti e generi (R.E.F.O.+), negli scorsi mesi si è interrogato profondamente, notando le contraddizioni sociali. Abbiamo scelto di evitare demonizzazioni, optando per un dialogo a partire dalle persone LGBTQ credenti.
In un momento così difficile per il dialogo interreligioso, a causa dei conflitti in Medio Oriente, trovare delle persone musulmane ed ebree disposte ad esporsi non è stato facile, ma il Varco-R.E.F.O.+ aveva già dei buoni rapporti con alcune associazioni LGBTQ che ci hanno aiutato. Inoltre il Consolato della Repubblica Federale di Germania ha scelto di finanziare l’iniziativa e la Chiesa Protestante luterana-riformata di Milano ha ospitato l’incontro, accogliendoci con bandiere arcobaleno e una mostra di dipinti di artisti queer perseguitati.
Così la sera del 6 giugno si è concretizzata l’idea di una tavola rotonda, in cui cattolici, protestanti, ebrei e musulmani potessero dialogare a partire da tre domande: cosa vuol dire essere LGBTQ e credente, cosa la religione può dare alle persone LGBTQ, cosa le persone LGBTQ possono dare alla religione.

Intorno al tavolo vi erano sette persone: il pastore luterano Klaus Fuchs come moderatore, la pastora valdese Daniela Di Carlo, il co-presidente Rete Evangelica Fede Orientamenti e generi (R.E.F.O.+) Emanuele Crociani membro della chiesa battista, la giovane cattolica Anna del gruppo LGBTQ cristiano Il Guado Giovani, Ariel Heller attivista dell’associazione LGBTQ+ ebraica Magen David Keshet Italia (MDKI), il rifugiato musulmano Mouhamed accolto dalla associazione LGBTQ Il Grande Colibrì, e il presidente dell’associazione Il Grande Colibrì Valeriano Scassa.
La pastora valdese ha parlato di teologia queer, la giovane cattolica ha parlato della sua esperienza di fede tra discriminazione e riscatto, Ariel sulla difficile situazione degli ebrei queer all’interno del movimento LGBTQ, il co-presidente R.E.F.O. + delle nuove sfide che la Rete si è posta per non lasciare emarginato nessuno, il giovane islamico della esperienza tragica di persecuzione attuata dal padre Imam, Valeriano di come la sua associazione (che si occupa principalmente di accoglienza ai migranti LGBTQ) fosse diventata un punto di riferimento per i musulmani LGBTQ in Italia.
Abbiamo constatato come le esperienze personali fossero parecchio diverse: nell’Islam c’è una pesante discriminazione che sfocia nella violenza e persecuzione, e non ci sono ancora associazioni strutturate LGBTQ che tentino di cambiare dall’interno la situazione. Nel mondo cattolico e protestante le associazioni LGBTQ cristiane sono attive da decenni, in alcune chiese protestanti hanno ottenuto alcuni importanti obiettivi. Nel mondo ebraico è nata in Italia recentemente MDKI. Ma in generale i rapporti tra mondo LGBTQ e mondo religioso sono ancora parecchio tesi, in tutte e tre le fedi. Non è solo frutto della storica colpevole emarginazione che il clero ha attuato nei secoli, ma anche di conflitti geopolitici recenti; entrambe hanno creato forti pregiudizi antireligiosi di una frangia del movimento LGBTQ.

Abbiamo testimoniato che il dialogo arricchisce entrambi: le religioni hanno molto da imparare dalla comunità LGBTQ, che offre un punto di vista teologico più attento ai soggetti deboli ed emarginati; la comunità LGBTQ ha da imparare dalle religioni, nel rompere rigidità e pretese eccessive.
Alla fine dell’evento c’è stato un banchetto dove abbiamo chiacchierato e dialogato a lungo, allietati da un pianista che suonava dal vivo. Questo evento è riuscito ad attirare un pubblico assai variegato: persone LGBTQ credenti, persone credenti non LGBTQ, qualche attivista LGBTQ non credente. Siamo riusciti a creare quel dialogo che ci eravamo prefissati, di questi tempi una vera impresa!
Emanuele Crociani
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