Ho acquistato “La libreria della rue Charras” di Kaouther Adimi spinto da una recensione più che positiva che avevo conservato in mezzo ad altri volumi. Quello che mi ha colpito, al di là dell’ambientazione algerina, è il soggetto stesso di questo romanzo, ossia l’evoluzione di una libreria realmente esistente, Les Vraies Richesses, situata in quella che una volta era appunto la rue Charras, rinominata in seguito Hamani, ad Algeri.

Il romanzo è diviso in tre sezioni che si alternano in maniera regolare: il diario di Edmond Charlot, fondatore non solo della libreria ma anche delle editions Charlot alle quali hanno collaborato tra gli altri André Gide, Antoine de Saint Exupery e Albert Camus;
le vicende del precario parigino Ryad, che viene inviato nell’Algeri di oggi a svuotare e chiudere Les Vraies Richesses;
i racconti di un narratore anonimo che racconta i fatti salienti della storia algerina dal 1930 ad oggi.
Il lavoro di ricerca di Kaouther Adimi è minuzioso e soprattutto accessibile: il volume si conclude infatti con un ampia bibliografia.

Realtà e finzione si avvicendano ne “La libreria della rue Charras” in modo leggero ma comunque avvincente, mi sento di consigliare questo libro non solo perché è un ottimo romanzo ma anche perché è un ottimo mezzo per avvicinarsi a una storia travagliata come quella algerina senza l’obbligo di passare attraverso pubblicazioni accademiche decisamente meno avvincenti.
Bou Kerch
Kaouther Adimi, La libreria della rue Charras, L’Orma 2018, pp. 200, € 16,00


