“Identità di genere”, cosa vuol dire?

“Identità di genere”, cosa vuol dire?

UNA GUIDA ILLUSTRATA ALLA CULTURA QUEER
#3 – “Identità di genere”, cosa vuol dire?

L’identità di genere è il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenere alle categorie sociali e culturali “maschio/femmina”. È un processo conscio e inconscio che riguarda tutte le persone, si sviluppa dalla nascita e si manifesta intorno ai 3 anni di vita quando il bambino ormai in grado di categorizzare le persone attraverso marcatori sociali associati alla femminilità o alla mascolinità, può riconoscersi: “Io sono maschio”, “Io sono femmina”.

È possibile sentire di non appartenere a nessuno dei generi proposti dalla cultura di provenienza e di trovarsi così in una condizione non definita, ma che si può accettare serenamente.

Il processo di formazione dell’identità di genere dipende dall’interazione di diversi fattori: biologici, psicologi e sociali.
Tra gli elementi biologici che si ipotizza concorrere per la costituzione dell’i.g., vi è l’esposizione del feto a ormoni maschili o femminili durante il periodo di mascolinizzazione o femminilizzazione del cervello che avviene a partire dalla dodicesima settimana di vita intrauterina (periodo che, peraltro, è successivo alla formazione dei genitali, dimostrando come l’identità di genere non dipenda dall’apparato riproduttivo di cui si è dotati).
Tra gli aspetti psicologici compaiono la già accennata abilità di self labeling (sapersi collocare tra i generi e dire “io sono una maschio” o “io sono una femmina”), e a livello sociale la spinta ad aderire a un genere piuttosto che un altro che il bambino riceve dall’ambiente circostante.
In questo senso, la società, la comunità e la famiglia cresceranno il bambino secondo modalità, aspettative e ruoli di genere che contribuiranno a definire l’identità di genere del minore.
Per esempio, i genitori trasmetteranno, attraverso comportamenti differenti, dei messaggi anche involontari ai propri figli sul genere: la madre potrà decidere di essere più accudente nei confronti di una bambina perché considerata più fragile e delicata, mentre potrebbe dimostrarsi meno affettiva nei confronti di un maschio. Il modo in cui il bambino verrà accarezzato, stretto ed accudito rappresentano degli elementi importanti con cui potrà costruire la propria mappa corporea e l’identità di genere.
Si consideri però che nessuno di questi tre fattori (biologici, psicologici e sociali) preso singolarmente è in grado di definire di per sé stesso l’identità di genere di una persona.

 

Letizia De-Coll’

Illustrazione di A Queer Culture Illustrated Guide

 

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