Life is Strange e l’impossibilità di etichettare l’amore

Life is Strange

Oggi vi voglio parlare di un gioco che, contro ogni aspettativa, ha fatto breccia nel cuore di tantissimi videogiocatori ed è riuscito a entrare nel limbo dei capolavori videoludici degli ultimi anni. Questo gioco si chiama Life is Strange ed è veramente difficile non apprezzarlo.
Se non siete avvezzi al mondo dei videogiochi, non preoccupatevi, Life is Strange fa parte di quel filone indie chiamato avventura narrativa. Non è il tipico gioco arcade come poteva essere Super Mario o sparatutto come Call of Duty: è un gioco in cui la trama detiene un’importanza primaria. Le avventure narrative si sviluppano tutte intorno a una storia e dei personaggi ben costruiti e senza questi ultimi il gioco non potrebbe avere vita.
Se non avete mai preso in mano un pad o mouse e tastiera per giocare, non abbiate timore: Life is strange si basa su delle meccaniche molto basilari e chiunque potrebbe giocarci.

Ma adesso veniamo al dunque, perché, in una rubrica dedicata al tema LGBT + NERD vi sto parlando di Life is Strange?
La risposta è presto detta: LIS e il suo prequel Before the Storm è uno di quei giochi che affronta la tematica LGBT e lo fa in un modo talmente delicato e fine che non potevo non dedicare un articolo di questa rubrica a tale capolavoro.

Life is Strange

La sottile Linea tra amore e amicizia

Per farvi capire di cosa sto parlando voglio spiegarvi brevemente la trama di questo splendido videogioco: Max è una diciottenne timida e molto introversa, ha appena iniziato il college ed è tornata nella città dove aveva vissuto durante i primi tredici anni della sua vita: Arcadia Bay. In questa città aveva lasciato la sua migliore amica Chloe con la quale negli anni aveva perduto i contatti.

Il gioco inizia all’interno di un incubo: un enorme tornado sta per travolgere Arcadia Bay con la sua furia. Al risveglio Max si ritrova in classe, a lezione di fotografia chiedendosi che cosa diamine volesse dire quel sogno. A fine lezione, ancora un po’ scossa, Max va in bagno, si lava la faccia, ma sentendo qualcuno entrare, data la sua indole, decide di nascondersi dietro l’ultima porta delle toilette.
Quello che è entrato è un ragazzo, Nathan Prescott che comincia a dire delle cose strane, subito dopo di lui entra qualcun altro. Una ragazza dai capelli blu. I due cominciano a litigare fino a che Nathan non estrae una pistola e, a quel punto, in un raptus di rabbia spara alla ragazza dai capelli blu.
Max, avendo assistito a tutta la scena, d’istinto grida e tende la mano verso i due come per cercare di salvare la ragazza dalla pallottola.
Qui succede qualcosa di incredibile: all’improvviso Max si ritrova di nuovo in classe alla stessa lezione di fotografia con il Professor Jefferson che ripete cose che lei ha già sentito.

Ed eccoci qui: questi sono i primissimi minuti di Life is Strange, sì, uno degli argomenti principali sono i viaggi nel tempo e di come il potere di Max sia in grado di cambiarla nel profondo della sua anima: la ragazza si rende conto di poter cambiare il corso degli eventi, di poter salvare delle vite e di poter evitare alle persone di soffrire.
Ma manca ancora un tassello: la ragazza dai capelli blu che abbiamo visto nel bagno è Chloe, la migliore amica d’infanzia di Max.
Ed è proprio qui che volevo arrivare: le due si ritrovano, si riavvicinano, ma Chloe ha un passato che non può essere cancellato, ha sofferto troppo nella sua vita e l’ultima causa della sua sofferenza è Rachel, una bellissima ragazza con cui aveva stretto amicizia poco più di un anno prima e che adesso è scomparsa.
La missione di Chloe e Max sarà proprio quella di scoprire che fine abbia fatto Rachel.

Life is Strange

Ma come funziona veramente questa avventura narrativa? Il più delle volte questo genere si basa sulle scelte del giocatore: durante tutto il gioco in cui governerete Max, infatti, vi verranno messe davanti delle scelte che avranno delle conseguenze (a volte disastrose) sul futuro e sul destino dei personaggi. Avendo Max il potere di riavvolgere il tempo, potrete il più delle volte cambiare la vostra decisione, ma alla fine sarete comunque costretti a farne una. Ed è meglio che non vi dica quale sarà la più dolorosa che vi lascerà interdetti, a fissare lo schermo, senza sapere che cosa fare.

Un amore che non può essere etichettato

Adesso, badate bene, è estremamente difficile riuscire a descrivere a parole la cura sulla quale si sviluppano la trama e i personaggi di Life is Strange. Quello a cui voglio arrivare è il tema LGBT e ovviamente vi dico che questo gioco merita di essere giocato, macché giocato, vissuto. Poi la decisione spetta a voi.

Arrivando quindi al punto, ciò che avviene in Life is Strange, al di là della trama che si rivela un thriller e nasconde al suo interno alcuni colpi di scena che nessuno si aspetterebbe e oltre tutte le altre tematiche affrontate, dall’elaborazione del lutto, al raggiungimento della maturità, al bullismo, al cyberbullismo, alle malattie mentali, al suicidio e altro ancora (dovrei fare un articolo per ogni tematica affrontata splendidamente in questo gioco), il nocciolo della questione è anche un altro: il sentimento tra Max e Chloe.

Life is Strange

In questo videogioco non ci sono etichette, non ci sono lesbiche, eterosessuali o bisessuali. Tutto è costruito alla luce del sole ma senza il bisogno di dover per forza etichettare qualcuno. Life is Strange narra anche di amore, soprattutto di amore. Un amore così puro, così profondo, che va oltre a qualsiasi possibilità di etichettatura.
Non potremmo mai dire “quella è lesbica” o “quella è etero” o “quella è bisessuale”, perché non esistono queste categorizzazioni per il semplice fatto che non se ne sente il bisogno.
Eppure, allo stesso tempo, ci ritroviamo davanti dei personaggi talmente ben costruiti, profondi e coerenti con la loro caratterizzazione, che la storia assume ai nostri occhi un’importanza plateale. L’amore che ci viene narrato è quello stesso tipo di amore che possiamo trovare nelle poesie più belle; quell’amore che non conosce ostacoli; un amore tra due ragazze che non ha bisogno di nient’altro per essere tale.

Nella sua bellezza, Life is Strange è riuscito a raggiungere un successo internazionale e pochi anni dopo è arrivato anche Before the Storm: il prequel.
Quest’altro videogioco, uscito tra il 2017 e il 2018 (uscivano a episodi) narra le vicende precedenti all’arrivo di Max e in particolare di come Chloe, ragazza complicata e che ha sofferto tantissimo nella sua vita, sia riuscita a fare amicizia con Rachel, altro personaggio estremamente complesso e profondo. Anche qui parliamo di amore, un altro tipo di amore: forse più passionale ma che viene inevitabilmente unito a un sentimento che va oltre il semplice termine. Molto complesso da definire così come la relazione tra le due ragazze.

Life is Strange

Come vi ho già detto Life is Strange si basa sulle nostre scelte, ma, mentre nel primo potevamo mandare indietro il tempo, in questo prequel non sarà possibile.
Ovviamente vi consiglio di giocare prima Life is Strange e dopo Before the Storm.

Un capolavoro che vi rapirà il cuore

Detto ciò, non voglio proseguire per non rischiare di rovinare il gioco a tutti coloro che sono riuscita a incuriosire. Life is Strange, a mio parere, è un gioco adatto a tutti, videogiocatori e non, perché in sostanza è come se fosse un film interattivo. Sarete rapiti e affascinati da tutte le sfaccettature che il gioco racchiude e una volta finito vorrete giocarlo e rigiocarlo ancora. Non potrete fare a meno di amare i personaggi in tutti i loro pregi e i loro difetti.

Il tema LGBT affrontato all’interno di Life is Strange ci porta a riflettere soprattutto sul bisogno di dover etichettare qualsiasi cosa ci ritroviamo davanti, in una città, in una storia di adolescenti che, per primi, etichettano qualsiasi cosa. Ma questo no. L’amore no. Non ce n’è bisogno.
Non ce n’è bisogno perché parliamo di un sentimento radicato talmente nel profondo che ogni tentativo di definirlo sarebbe vano. E non importerà se voi, come videogiocatori, sceglierete l’amicizia o l’amore, perché quel sentimento rimarrà lì, impiantato nel cuore delle due ragazze e non se ne andrà, non se ne potrà andare. Potrà solo modellarsi su se stesso, svilupparsi ulteriormente, crescere con e come le due protagoniste che davanti alle avversità più terribili troveranno sempre un àncora di salvezza negli occhi dell’altra.

Life is Strange

 

Sara Tamisari

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