Esiste amore asessuale, oltre Hollywood?

Esiste amore asessuale, oltre Hollywood?

Come funziona a Hollywood?
Semplice: lui vede lei e la nota subito e il pubblico sa che succederà qualcosa, anche perché lei è l’altro nome in cartellone e sarebbe quanto meno bizzarro se fosse lì solo di passaggio. Di solito è lui che vede lei. Può anche darsi che sia lei che vede lui, questione di budget. Potremmo dire che il nome più pagato vede quello meno pagato tra i due, ma il romanticismo ci perderebbe un po’.
Ultimamente ad Hollywood stanno comunque facendo passi avanti e può anche darsi che ci sia un lui che vede lui o una lei che vede lei. Ma questo, per il momento, accade solo in ruoli secondari. È già un passo avanti, comunque.

Non importa se i due personaggi all’inizio si odiano o se sono in ruoli antagonisti, noi sappiamo che, ad un certo punto, lui la bacerà con tutta la passione di questo mondo. E ciò andrà ad accadere mentre stanno facendo un’attività qualsiasi, come salvare il pianeta da quel numero enorme di invasioni, morbi e meteoriti che, con una quantità abnorme di galassie a disposizione, capiteranno puntualmente a Manhattan durante l’ora di punta del giorno del compleanno del nipote del protagonista (che ci teneva tanto che lo zio fosse presente alla sua festa).
Dopo il bacio, durante la missione (che, senza dirlo, vincono, perché gli americani nei film vincono sempre, anche in Vietnam), ad un certo punto, senza una ragione specifica lui e lei fanno una scopata spettacolare, e mi raccomando che ci sia la scena dove si vedono bene le tettine dell’attrice, perché se le è rifatte di fresco, le ha pagate un casino e il suo agente ci tiene che si vedano in questo film, anche perché i produttori hanno l’esclusiva e quelle tettine rifatte le puoi o vedere qui o in alcune foto che ‘le sono state rubate dallo smartphone’ e che si scaricano da Internet, guarda caso due giorni prima dell’uscita del film.
Loro due si ameranno fino alla fine, anche se lei va via incazzata per qualche motivo, ma quando lui va a trovare il nipotino, che purtroppo si è solo rotto la gamba, e lo chiama campione, il nipotino gli dirà di andare da lei, allora lui attraversando tutta la città (che non porta neanche un segno dell’apocalisse di tre giorni prima e la metropolitana funziona una bellezza) arriva da lei che sta per partire per un viaggio, tipo in Uganda, e la trova all’aeroporto. Lui non si frena e salta tutti i controlli e la va a prendere e la bacia sulla pista, accolto dagli applausi con qualche lacrimuccia e dai colpi di mitra a salve (forse) di quei tizi dell’NSA che si dice siano tanto romantici e non se la prendano più di tanto se provi a fare una cosa del genere. Titoli di coda con canzone in classifica.

Uno, con queste cose, ci cresce, e, quando diventa grande, pensa che una relazione sia quella: la cosiddetta Hollywood storyline. E non ne esci mai. E se ne esci tu, l’altra persona ci è dentro fino ai piedi. Sembra quasi che non si possa fare a meno della storia tipo hollywoodiana, sembra che non esistano alternative a quel percorso.
Penso che ci si possa amare lo stesso anche senza passare per forza dall’attività sessuale che, spesso, anzi, viene vista proprio come indicatore dello stato della coppia. Ho amici (etero) che per definire lo stato di salute del loro matrimonio dicono “abbiamo rapporti regolari”. Due persone che decidono di non avere attività sessuale tra di loro (o averla al di fuori della coppia), non si amano certo di meno per questo.

E per le persone asessuali?
Si dà quasi per scontato che debbano passare la vita in solitudine, magari con amici attorno, ma senza una relazione di tipo sentimentale. Questo, però, non è assolutamente vero.
La comunità asessuale è piuttosto piccola e, per la maggior parte dei suoi componenti, nascosta. Non è semplice, per quanto vengano organizzati incontri sempre più di frequente, trovare una persona asex con cui iniziare una relazione. Quasi tutti gli asessuali che conosco e che hanno una relazione, hanno scelto la cosiddetta coppia mista, dove uno dei due membri non è asex.
Dobbiamo dire che serve una persona che abbia una certa apertura mentale per stare con un asex, e, mentre per gli asex omoromantici il partner può avere avuto (o, almeno, dovrebbe avere avuto), per ovvi motivi, un percorso di accettazione delle propria diversità, se la persona è eteroromantica ci sono possibilità di avere di fronte un individuo che esce poco dall’idea di coppia “tradizionale”. Può capitare che alcune donne eterosessuali si sentano rifiutate in toto quando il proprio compagno asex non desidera fare sesso con loro. Per non parlare poi del maschio eterosessuale al quale una tradizione dura a morire assegna addirittura un diritto di soddisfare le proprie esigenze.
Se queste cose ad un pubblico avvezzo alle tematiche LGBTQIA e femministe possono sembrare antiche e appartenenti a tempi lontani, faccio notare che non tutte le persone che si dichiarano asessuali vivono nelle grandi città, hanno contatti con gli ambienti LGBTQIA (ci sono persone nella comunità che fanno fatica ad avvicinarsi addirittura solo online), hanno una cultura di livello alto ed accettano le diversità. La maggior parte degli asessuali (in linea con la maggior parte degli italiani), vive in piccole realtà di provincia. Quindi, se, per fare un esempio, quando si vive in una grande città è relativamente facile avere una relazione “aperta” dal punto di vista sessuale, dove uno dei due partner è libero di fare sesso all’esterno della stessa, la stessa situazione sarebbe socialmente devastante per chi vive in una cittadina di poche migliaia di abitanti.

Circa il 70% degli asessuali (questo numero è uscito fuori da almeno tre sondaggi on line, quindi si può ritenere, in qualche modo, realistico) si definisce “single”. Ma conoscendo, ormai, un po’ di persone all’interno della comunità, la percentuale di quelli che sono felicemente single, è molto, molto più bassa: quasi tutti gli asessuali che conosco vorrebbero una relazione affettiva. Noi orgogliosi aromantici siamo decisamente meno di quelli che sembriamo.
Un piccolo punto da non sottovalutare: l’opzione asessuale, per molti di noi, compreso il sottoscritto, è arrivata in età piuttosto avanzata. Alcuni asessuali erano in una relazione, qualcuno si è scoperto asex quando, magari, aveva già famiglia e figli, e non sapeva, semplicemente, di essere asessuale, per il solo motivo che nessuno gliene aveva mai parlato. C’è chi cerca una nuova compagnia dopo un matrimonio andato a pezzi anche per il fatto di essere asessuale, come c’è chi ha circa 20 anni e cerca un esemplare simile in un’età nella quale gli ormoni girano a mille a tutti meno che a te. Ci sono asex che hanno semplicemente e comprensibilmente paura di morire in solitudine, ed altri che non si sentono persone complete senza qualcuno accanto.

Tra le persone che vivono felicemente in una coppia mista, alcune hanno un’attività sessuale più o meno regolare con il/la partner. Considerano il sesso un’attività comunque piacevole, pur non provando attrazione. Alcune lasciano che l’altra persona abbia rapporti fuori della coppia. Alcune hanno relazioni di tipo poliamoroso. Alcune concedono all’altra persona di avere rapporti, magari ad intervalli stabiliti. Chi ha trovato una persona abbastanza aperta su questo argomento, ha trovato una soluzione, ed è felice e questo rende felici tutti. Ma per la maggior parte dei casi non è così.

 

Zilraag

Nota: questi sono i pensieri di un asessuale aromantico, quindi, diciamo fuori dai giochi. Qualsiasi contributo, specialmente se di persone coinvolte in questo tipo di relazioni, penso possa essere utile.

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