Verona, tra neofascisti ed estremisti cattolici

Verona, tra neofascisti ed estremisti cattolici

Verona non è mai stata una città semplice in cui vivere. Bella e affascinante quanto ostile e aspra.
Mi sono trasferito qui 4 anni fa per amore, e all’inizio è stato meraviglioso. Verona è una di quelle città che si vestono di mille colori per ogni occasione; accoglie turisti da tutto il mondo, ha un centro storico fra i più magici d’Italia, ti travolge con le sue luci e con i suoi luoghi intrisi di cultura.
Ma passano gli anni e con essi lo stupore. La città e le sue ricorrenze, dopo un po’, sono sempre le stesse. I festoni sono sempre gli stessi. Tutto comincia a ripetersi. Col tempo impari a conoscere tutto di Verona, una città piccola, quasi di provincia. Alla fine, del suo iniziale splendore, ciò che rimane sono solo le persone che la abitano. Quelle persone con cui dovresti legare se vuoi conviverci, se vuoi farne conoscenza e perché no, anche amicizia.
La verità è che i veronesi non sono sempre facili. Forse sono i più diffidenti di tutto il Veneto.
Sono sempre stato accolto con calorosi sorrisi, sì, ma poco dopo non ne rimaneva nulla. Quando in una città, dopo tanti anni, gli unici cari amici che ti ritrovi vengono da fuori Verona…ti fai un paio di domande.

Nel tempo ho scoperto tanti piccoli brutti episodi che la città nasconde sotto i suoi lussuosi tappeti. La morte di Nicola Tommasoli, per esempio: un giovane pestato selvaggiamente, poco distante da casa mia. Pieno centro storico. Ultrà Neofascisti di 20 anni i suoi aggressori.
I pestaggi non sono un fatto così raro qui a Verona. Da quello avvenuto 2 anni fa a Bussolengo a quello che risale a quest’ultimo Capodanno, a due passi da piazza Brà. Nel primo caso a farne le spese un giovanissimo ragazzo di 19 anni, nel secondo un robusto uomo di 30. Entrambi presi di mira esclusivamente perché omosessuali. L’omofobia è diffusa.
Gli sguardi pesanti della gente, anche di tanti giovani, sono all’ordine del giorno quando cammini per le strade del centro. Sono all’ordine del giorno quando sei in compagnia di un tuo caro amico, gay come te. Solo che lui, a differenza tua, ha osato troppo: deve avere qualche piercing in più o essere troppo magro o ancheggiare vistosamente…perché tutti lo guardano con diffidenza. Quasi disgustati.

Anche per questo, quando qualche giorno fa mi sono imbattuto nella scritta #noddlcirinnà, non mi sono stupito. Questo graffito che deturpa un muro proprio dietro l’Arena, simbolo e cuore della città, è un’affermazione che era lì ad attendere me e tutti quelli che in questo disegno di legge ripongono grandi speranze di una svolta sociale. Non mi meraviglia leggerne la firma, non ne resto più deluso: ormai c’è una brutta sorpresa ogni giorno. Il peggio di questa città: un mucchio di giovani teppisti violenti e privi di valori, che ben si accompagna a quella Verona bene fatta di bigottismo, sessismo, razzismo e omofobia; imbevuta di una tradizione ‘cristiana’ e ‘di famiglia’, che non predica l’amore per il prossimo, ma si impone.
D’altra parte una croce al neon gigante si affaccia sull’intera città e sottolinea ogni giorno la “presunta laicità” del nostro Stato.

 

Francesco

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