Terapie riparative per i gay savonesi

Terapie riparative per i gay savonesi

Succede nel 2018. Un medico di famiglia della città di Savona, all’interno del suo ambulatorio, espone serenamente manifesti pubblicitari dei libri omofobi di Gianfranco Amato e degli scritti di Luca Di Tolve (presunto ex gay) relativi alle famose ‘Terapie riparative’ (link), oltre al numero di telefono di una particolare ‘comunità terapeutica’ in cui sarebbero praticate le suddette teorie di conversione dei gay di Joseph Nicolosi.

Il caso del medico di famiglia pro-terapie riparative Fabio Vaccaro (64 anni) è stato denunciato dal Circolo Arcigay di Savona, che ha subito presentato un esposto all’Ordine dei Medici della città.
Immediata la presa di posizione dell’Ordine: “Precisiamo che l’Ordine non considera l’omosessualità come una malattia e che valuterà al più presto con la massima serietà il caso segnalato”.

La difesa del dottor Fabio Vaccaro è qualcosa di surreale. Secondo lui, essendo il suo uno studio medico, avrebbe potuto fare tranquillamente pubblicità sulle terapie per coloro che soffrono di disagio legato all’identità sessuale (omosessualità = malattia e quindi gay = malati da curare), come per le altre malattie come il diabete o l’Alzheimer. E rincara la dose affermando che “l’omosessualità era inserita tra le patologie dall’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità. Poi, anche a fronte dell’attività delle lobby gay, rappresentate da personaggi dello spettacolo e del mondo della moda di potere, è stata depennata. Resta, però, l’obbligo di curare chi soffre per la condizione in cui si trova”. Ogni volta, quando sono a corto di argomenti, tirano fuori la teoria fantastica della potente lobby gay che vuole far diventare il mondo intero ‘gaio’.

Il Segretario Nazionale Arcigay, Gabriele Piazzoni, è intervenuto sulla vicenda: “Le terapie riparative, a cui si fa riferimento nel manifesto, sono vergognose e dannose. È aberrante, quanto vergognoso, che un medico faccia propaganda a queste realtà e, soprattutto, sostenga tali teorie all’interno di uno studio. Chiediamo all’Ordine di esprimersi e agire nel più breve tempo possibile”. Nota anche come tale atto “colpisce duramente la nostra comunità: come può sentirsi una persona omosessuale che, andando dal medico curante per qualsiasi ragione, si trovi di fronte quella pubblicità? Quanti omosessuali vengono allontanati dal servizio sanitario pubblico da propagande del genere? Quante famiglie con persone omosessuali vengono tratte in inganno con aspettative false e lesive della persona? La questione è molto seria: quei manifesti devono sparire da quell’ambulatorio e quel medico deve ricevere la sanzione che merita” e inoltre “L’aggravante la troviamo questa mattina nelle dichiarazioni del medico di famiglia, il dottor Fabio Vaccaro, che associa l’omosessualità all’Alzheimer e al diabete. Su questo pretendiamo un’azione esemplare dell’ordine dei medici, che sanzioni questa sciocchezza come tutte le altre notizie false che vogliono generare allarme nella popolazione. Non si tratta soltanto di ‘offese’, come il medico con inaccettabile superficialità vuol fare intendere: si tratta di persone che tentano di convincere altre persone, clinicamente sane, di essere affette invece da una patologia, per poi lucrare sulla fantomatica ‘cura’. Questo è un raggiro che si compie sulla pelle delle persone più fragili, infierendo sulle loro insicurezze e costringendole a reprimere i propri istinti e i propri sentimenti. Non c’è nulla di più grave di un medico che diagnostica ai pazienti malattie che non esistono: è per questo che pretendiamo parole chiare e severe da parte delle autorità competenti. Non solo: questa legislatura si chiude con una proposta di legge presentata dal senatore Sergio Lo Giudice ma mai discussa in aula, per mettere fuorilegge le cosiddette teorie riparative, come avviene per ogni altra sevizia fisica e psicologica e così come è già avvenuto negli Stati Uniti. L’iniziativa di Lo Giudice non deve spegnersi assieme alla legislatura ma deve essere impegno urgente di quella che si aprirà dopo il voto del 4 marzo”.

Molti stati, tra cui alcuni negli USA, si stanno attivando per mettere al bando le pratiche delle ‘Terapie riparative’ per la cura dei gay. Pratiche che hanno ucciso molti giovani. Giovani portati al suicidio. Giovani ritenuti ‘malati’ perché erano se stessi.
Gay non si diventa, si nasce.

 

Andrea Sanna

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