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Il 23 febbraio del 1999, la rete televisiva britannica Channel 4 mandò in onda la prima puntata della serie Queer as folk, che raccontava le storie di Vince, Stuart e Nathan nella comunità gay di Manchester degli anni ‘90.
Per la prima volta, i personaggi gay furono completi protagonisti di una serie: non erano più qualcosa di accessorio come “il migliore amico gay”, spesso considerato soltanto per il suo orientamento e, molte volte, stereotipato.
I personaggi di Queer as Folk, invece, vivevano la loro vita, le loro vicende comprendevano ma non si limitavano al loro essere gay e veniva mostrata (nei limiti, ovvi, di una serie per la tv) la loro vita sessuale.

Lo show causò diverse polemiche, sia dal fronte più conservatore (ancora nel 1999, in Gran Bretagna, c’era chi accusava gli autori di voler far passare l’omosessualità come “una cosa normale”), ma anche da parte della comunità LGBT di allora, che criticò l’autore, Russell T Davies, perché erano state esclusi alcuni argomenti importanti come, ad esempio, l’AIDS.

Russell T Davies

Russell T Davies

In Italia la serie venne acquistata da La7 nel 2001, ma non venne mai mandata in onda, a causa delle polemiche. Venne trasmessa successivamente dalla rete satellitare Gay tv.

Noi abbiamo sempre detto – dice la produttrice esecutiva Nicola Shindler – che non volevamo rappresentare niente e nessuno. L’autore Russell T Davies fu attaccato sia dai gay che dagli omofobi, ma i personaggi che aveva scritto erano uomini che si divertivano, facevano sesso ed uso di droghe. A Channel 4 erano spaventati: non si era mai visto qualcosa del genere, prima, in TV e spostarono la messa in onda alle 10 di sera.

Un particolare significato lo ebbe il personaggio di Nathan, interpretato da Charlie Hunnam: doveva compiere sedici anni, “e fu la prima volta – prosegue Shindler – che ad un personaggio sedicenne fu permesso di essere gay”.
Ma fu quello uno degli elementi che portarono molti giovanissimi ad identificarsi in lui.

È l’unico show al quale abbia lavorato in vita mia – conclude Shindler – per il quale le persone che incontro continuano a dirmi che ha cambiato la loro vita.

Della serie, durata 2 stagioni, venne fatto un remake in Usa e fu “trapiantata” a Pittsburgh, aprendo la strada ad una diversa narrativa delle persone LGBTQIA nel mondo dei media.

 

Zilraag

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