Millennial & Ace

Millennial & Ace

Ho letto un libro, qualche tempo fa. La protagonista aveva circa sedici anni, si innamorava di un ragazzo, e, dopo una noiosa e interminabile serie di clichè, i due ad un certo punto facevano sesso.
Ecco, io di anni ne ho quasi venti, ma vi giuro che questa cosa non l’ho mai capita.
Come i porno, uguale. Voi li guardate, i porno? Io no. Non che non ne abbia mai guardati, semplicemente non lo faccio più, non mi interessano. Non li capisco proprio, se devo essere onesto. E dire che i venti dovrebbero essere gli anni d’oro della sessualità, nei sabato sera in discoteca con le ragazze in minigonna e i ragazzi con la maglia attillata per far vedere i frutti di ore passate in palestra. Eppure no, con me non funziona.

Mi è stato detto che forse sono solo timido. Mi è stato detto che forse sono un ‘fiore tardivo’. Ma per chi mi avete preso, Mulan forse?
Non sono né timido, e nemmeno sono un fiore tardivo. Sono semplicemente asessuale, un termine che indica le persone non sessualmente attratte da nessun genere, ma che comprende al suo interno un vero e proprio ‘spettro di asessualità‘.
Da qualche parte dovrei aver letto che siamo circa 1 su 100. L’1% della popolazione sembra poco, ma contando che siamo quasi 7,4 miliardi, fanno circa 74 milioni di individui in giro per il globo. Non siamo poi pochissimi, a guardare bene.

Eppure, nonostante questi numeri, ci sentiamo isolati.
In un mondo come quello di oggi, in cui soprattutto i giovani cercano disperatamente qualcosa nel quale identificarsi, qualcosa di cui sentirsi parte, avvolti nei brillanti colori dei Pride, vediamo sventolare bandiere trans, gay, lesbo, bisex e anche qualche pansessuale, ma degli ACE (abbreviativo per ‘asex’) nemmeno l’ombra. Quelli, chissà perché, li trovi solo su Tumblr.
Siamo un po’ come il titanio. Il titanio è il nono elemento più frequente nella crosta terrestre, ma viene considerato un metallo raro: non esistendo infatti allo stato puro, è difficilissimo estrarlo dal suolo. Gli asessuali sono ovunque, ma non sappiamo dove.

Non è semplice essere asessuale nel mondo moderno, essere parte della generazione dei social, della globalizzazione. Non è facile per niente.
Il più delle volte, quando si dice la fatidica frase «io sono asessuale» otteniamo come risposta gente che alza gli occhi al cielo chiedendosi da dove salta fuori questa ennesima etichetta, genitori che dicono «non hai ancora trovato la persona giusta» e coetanei che dopo uno sguardo allucinato tornano nelle loro camere a masturbarsi. O ad accoppiarsi.

Il mondo ripone delle aspettative nei nostri confronti, e si aspetta che le soddisfiamo. Peccato solo, che a noi di soddisfare queste aspettative ce ne frega poi poco.
Essere asessuali nel mondo moderno, in un mondo super sessualizzato, con protagoniste sedicenni che fanno sesso nei romanzi, quando magari per una volta vorresti leggere un libro per la trama, non per leggere solo di due che si dilettano in attività sessuali, significa anche questo: essere un po’ incompresi.
Per le persone sessuali, è difficile capire cosa possa provare una persona asessuale, e viceversa. In un mondo di “non importa chi ti scopi, ma che si scopi!”, noi asessuali siamo qui nell’angolo che vi guardiamo sconvolti e ci chiediamo il perché.

Essere anche giovani, poi, è ancora peggio. Gli adulti pretendono dall’alto di dirti cosa sia meglio per te, sparando sentenze.
Poi, però, pensi che sei nel 2017, sei in un’epoca in cui puoi accedere a quantitativi esorbitanti di informazioni, accedere con un click a una biblioteca virtuale di articoli di sociologi, psicologi, sessuologi, e tutti ti dicono che vai bene così, che non c’è nulla di sbagliato, nulla di rotto. Puoi parlare con una ragazza ace a sette ore di fuso orario da te e dibattere di cosa significhi per voi, giovani o meno giovani, essere asessuale.
Sei in un’epoca di dialogo, e il dialogo è la strada giusta perché l’uomo possa fare grandi cose.
Sei in un’epoca che è figlia della rivoluzione sessuale, che sta combattendo per sradicare le vecchie dicotomie, i vecchi stereotipi, le vecchie idee su come gli umani funzionino.
Sei un combattente a tua volta, per rivendicare il tuo diritto alla non-sessualità. Magari avrai un occhio un po’ più critico, magari ti verrà da sbuffare mentre una parte della società continuerà a inculcarti tutte le sue pressioni sessuali, ma sei perfetto così.
E allora, in fondo, essere ace non è così male.

 

Nicholas Vitiello

2 Commenti

  • Non c’è nessuna società “iper-sessualizzata”, se nei romanzi e nei film i personaggi sedicenni o più grandi fanno sesso è perchè la maggioranza numerica delle persone fa sesso, accettalo, nessuno vuole obbligare te a farlo, nessuno ti fa pressioni, ma la maggioranza numerica delle persone lo fa o vorrebbe farlo, è una cosa reale e romanzi e film la raccontano, il sesso è una cosa importante, un desiderio che esiste e che moltissimi hanno, non è l’unica cosa importante ma è una delle cose importanti della vita perciò film e romanzi ne parlano in ogni suo aspetto. Il sesso è nella trama di film e libri perchè fa parte della trama della vita.

    • Quando si fa parte di una maggioranza è sempre più difficile capire quanto sia pesante non essere rappresentanti. A volte anche le persone omosessuali sembrano dimenticare il senso di isolamento che vivevano quando i personaggi gay e lesbiche erano molto rari e quasi sempre negativi 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.