Ma non ti fanno male quelle medicine?

terapia ormonale sostitutiva

Era da tempo che volevo parlare degli ormoni che assumo quotidianamente ma non sono mai riuscita a trovare lo spunto ideale; stamattina, chiacchierando con le mie amiche, ho esternato lo stress del dover fare la trafila e recuperare la somma di denaro per comprarle, al che una di loro mi ha posto la solita fatidica domanda:

Ma non ti fanno male quelle medicine?

Sì, particolarmente bene non fanno di certo, per diminuire i maggiori rischi che queste comportano devo seguire un’attenta dieta e un particolare stile di vita, una particolare attività fisica ed infine evitare vizi ed eccessi. Quindi sì, fanno male, ma mi farebbe di gran lunga più male non assumerle; il mio incubo maggiore sarebbe guardarmi allo specchio e vedere la persona che non sono, un incubo con cui ho dovuto convivere per lungo tempo.

Da qualche anno, per la precisione dal 18 novembre 2013 assumo due tipi di pillole, i principi attivi sono il ciproterone acetato, un forte inibitore della produzione del testosterone, e l’estradiolo valerato, stimolatore della produzione dell’estrogeno; questi medicinali sono di solito prescritti per diagnosi spesso piuttosto serie, ma le persone in transizione come me li assumono per i loro principali effetti collaterali; in pratica trasformano un corpo maschile in femminile, per me un vero e proprio miracolo!!!
Naturalmente non è che un giorno decidi di cambiare sesso e vai in farmacia dicendo: “mi dia questo e quello che mi sono rotta di questo corpo”; per poter ottenere una terapia ormonale sostitutiva (TOS) bisogna seguire un’iter sanitario lungo, doloroso, estenuante ed umiliante, sono assolutamente certa che una persona che non sia più che motivata a ritrovare sé stessa nel proprio corpo difficilmente riuscirebbe a superare questo percorso.

Nei primi del 2012 mi ritrovai ad essere estenuata dal mentire a me stessa e al mondo, raccolsi tutto il mio coraggio e bussai a tutte le porte per iniziare il mio percorso di transizione; per prassi mi sottoposi ad un’indagine psichiatrica, la quale solitamente dura sei mesi con incontri quindicinali se tutto va bene, nel mio caso fu confusa la mia fiducia in me stessa in “vivere dentro una bolla di sapone”, prolungando così questa ricerca dei fantomatici cavilli della mia psiche; raccolsi quindi tutta l’energia che avevo e protrassi questa fatica per un anno e mezzo, andando avanti e indietro per 100 chilometri di strada ogni quindici giorni; gli ultimi sei mesi incontrai finalmente una terapista che riuscì a comprendermi, fui particolarmente felice il giorno che mi definì una “mosca bianca tra le mosche bianche”, tanto che diventammo amiche al termine del nostro rapporto forzato.

Il giorno che ottenni l’autorizzazione al TOS è assolutamente indimenticabile, il 18 novembre 2013 purtroppo è indimenticabile per tutta la Sardegna; è il giorno in cui la perturbazione Cleopatra imperversò sulla nostra isola, il giorno in cui in tutta la regione morirono 19 persone! Viaggiavo verso Cagliari con l’energia alle stelle, all’altezza di Uras mi dovetti incolonnare trovandomi davanti una fila indiana di macchine praticamente ferme; per qualche secondo pensai ad un incidente, finché non cadde il cielo da sopra e la strada si trasformò in un fiume in piena per una decina di minuti. Quando riuscii a ripartire la scena era apocalittica, l’asfalto era ricoperto di pietre e tronchi giacevano ovunque sul ciglio della strada, dalle macchine che si erano accostate scendeva gente con lo sguardo attonito e disorientato; la mia energia era talmente forte che proseguii comunque verso il mio obiettivo, successivamente affermai che “anche se fosse finito il mondo sarei arrivata a Cagliari per iniziare il trattamento ormonale”.

L’obiettivo, lo scopo, il riuscire ad essere me stessa dentro e fuori; è questo che mi ha fatto e mi fa sopportare tutte le difficoltà, tutte le sofferenze, le umiliazioni, infine il rischio di problemi di salute… Si, le medicine possono farmi male, come mi fa male il pregiudizio, lo sguardo schifato o sghignazzante della gente, l’incomprensione; ma è tutto accettabile per riuscire ad essere me stessa, ad essere IO in tutto e per tutto, ad essere GIULIA!!!

 

Giulia Carta

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