Lega Nord tra fascismi e Pride

Lega Nord tra fascismi e Pride

A livello nazionale la Lega Nord di Matteo Salvini sembra essersi ormai alleata in maniera virtuale con il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, almeno per quanto riguardi l’abolizione della Legge Mancino (la Legge n.205 del 25 giugno del 1993 che sanziona e condanna gesti, azioni, slogan nazifascisti, che hanno lo scopo di incitare alla violenza e alle discriminazioni per motivi razziali, etnici, religiosi e nazionali. Questa legge vieta inoltre l’utilizzo della simbologia nazifascista come il fascio littorio e la svastica) e per depenalizzare così l’apologia al fascismo. Un’accoppiata vincente che cerca di sbiancare le camicie nere!

Ecco quanto dichiarato dal Movimento Cinque Stelle – parere depositato presso la Commissione parlamentare per la discussione della Legge Fiano (Pd) – sulla questione: “Il provvedimento in esame si palesa sostanzialmente liberticida” mentre per la Lega Nord è sceso in campo direttamente il suo Leader Matteo Salvini: “Nel 2017 non ha senso il reato di opinione. Un conto sono le minacce, gli insulti o l’istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare. Le idee non si processano, via la Legge Mancino”.
Dura la replica del segretario Nazionale del Partito Democratico, Matteo Renzi: “Liberticida era il fascismo non la legge sull’apologia di fascismo. Bisogna dirlo al M5S: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!”.

Questo è ciò che avviene a livello nazionale, mentre nella ridente Trento la Lega Nord, attraverso il suo consigliere comunale Vittorio Bridi, sta cercando di bloccare “un misfatto da evitare per la Città del Concilio”.
Stiamo parlando forse di un’ondata di rifugiati? Un raduno di “terroni”? Il congresso internazionale dei Rom? Niente di tutto questo. Il misfatto citato da Bridi è l’ipotetico – nulla è ancora stato deciso – LGBT Pride del 2018 che, per l’area del Nord Est, si terrà proprio nella sua amata Trento.

Riguardo l’atroce misfatto, il consigliere leghista ha posto un’interrogazione al Sindaco volta a chiedere: “Se ritenga opportuno non autorizzare questa manifestazione a Trento e se risulta vero che intende qualificarla con la sua presenza”.
Non contento, Bridi ha citato una lettera apparsa su un quotidiano per avvallare la sua tesi: In questi tempi è diventato pericoloso dichiarare apertamente ciò che dovrebbe essere naturale, e cioè che i figli nascono dal rapporto tra un uomo e una donna, e che il rapporto omoerotico, oltre che debba rimanere sterile, è innaturale”.

Alla fine sembrerebbe che per la Lega Nord sia più pericolo un Pride (marcia pacifica, colorata e allegra per i diritti civili), piuttosto che una manifestazione di “camicie nere” che inneggiano alla dittatura fascista.
In pratica ogni manifestazione è ben accetta basta che non siano presenti i gay.

Per dovere di cronaca, vorrei ricordare al consigliere comunale Vittorio Bridi alcuni articoli della Costituzione della Repubblica Italiana:

Articolo 17: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”.

Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

 

Andrea Sanna

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