Perché l’edonismo ha assunto una connotazione negativa?

Perché l’edonismo ha assunto una connotazione negativa?

Una volta compresa l’insensatezza della vita umana è estremamente raro riuscire a trovare ancora delle occasioni di piacere. Ne è un esempio l’amore passionale: ha poche chance di verificarsi e quando accade è come vincere il primo premio.
La ricerca del piacere è considerata egoista, ignobile e indegna, pur tuttavia essa è per gli uomini una ricerca spontanea e istintiva. Ma se al piacere materiale, che è l’unico ad essere ricercato dalla maggioranza delle persone, si unisse la soddisfazione spirituale, non verrebbe forse ad assumere un significato più elevato? Allora per quale motivo l’edonismo ha assunto una connotazione negativa?

In primo luogo, in un’epoca dura, come durante una guerra o una carestia, il piacere è sempre inaccessibile per la maggioranza delle persone. Per queste, sfinite da una vita di lavoro dove non poter fare altro che mangiare, vestirsi e pensare a sopravvivere, qualsiasi piacere è fondamentalmente irraggiungibile. In una tale epoca di guerra il piacere viene ad assumere una connotazione negativa, perché è un privilegio soltanto per una minoranza di nobili, mentre per la maggioranza le difficoltà e i sacrifici da affrontare rendono impossibile avere del tempo da dedicare al piacere personale.
Tuttavia, nelle epoche di pace perché l’edonismo non viene apprezzato? In tal caso infatti il tempo di godere dei piaceri della vita c’è.

In secondo luogo, ricercare il piacere individuale, non considerare gli altri, non assumersi le responsabilità e non fare sacrifici sono considerate scelte poco nobili. Ciò nonostante esse possono diventare le scelte delle persone comuni. In alcuni periodi storici infatti l’altruismo è prerogativa di poche personalità (come per esempio Madre Teresa di Calcutta o Lei Feng) [*Lei Feng fu un soldato e divenne un’icona simbolo di eroicità, altruismo e devozione verso il Partito Comunista Cinese e verso il popolo, ndr], ma per le persone comuni può essere eccessivo, poiché soltanto una minoranza di persone virtuose è in grado di condurre una vita di stenti, senza perseguire il piacere e al solo servizio della società. Per tutti gli altri si adatta meglio la teoria dell’egoismo razionale di Nikolay Chernyshevsky, secondo cui tutto è compiuto al solo fine di soddisfare i propri piaceri personali. Seguendo questa logica anche i gesti di altruismo vengono compiuti per soddisfare il desiderio individuale, che in tal modo non assume più un valore totalmente sfavorevole.

Inoltre l’edonismo è considerato indegno perché limitato ai soli piaceri materiali come il sesso e il cibo. Se come accade per la ricerca dell’amore, della bellezza e della creatività, al piacere materiale si unisse il piacere spirituale, esso non sembrerebbe più così negativo. Ad esempio, molti scienziati e artisti non considerano il loro lavoro né difficile né neutro, ma come un piacere spirituale incomparabile, interno al processo creativo del loro lavoro. Perché dunque, una volta dato il proprio contributo verso la società, essi dovrebbero essere incolpati per il piacere personale che ne traggono?

L’edonismo e la filosofia del piacere dovrebbero assumere una connotazione positiva e diventare una possibile alternativa per una vita migliore.

 

Li Yinhe

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