Dubito ergo sum

dubito ergo sum
dubito ergo sum

Che direste se vi informassi che in Belgio è appena stata approvata una legge per cui lo stipendio delle donne che lavorano non può essere superiore all’ottanta per cento del compenso percepito da un uomo per svolgere la stessa mansione?

Molti di voi sarebbero indignati. Forse qualcuno condividerebbe la notizia sulla propria bacheca e inviterebbe i suoi conoscenti a fare lo stesso.
Alcuni, invece, avranno già compreso che la notizia è falsa. Bravi: me la sono inventata. E in effetti ora, a rileggerla, vi sembra palesemente assurda: ma certo che è falsa! Vero? Eppure sul momento vi siete allarmati.

Di frottole come questa, e non meno inverosimili, ne leggo ogni giorno a decine sul web, ne sento dalla bocca delle persone, di sicuro qualche volta ne avrò dette anche io. Certe volte informarsi sulle fonti è veramente difficile, le notizie rimbalzano da un sito all’altro nel giro di pochi secondi e non di rado anche voci che dovrebbero essere autorevoli o serie le pubblicano senza verificarne la veridicità.
Per Natale vorrei che tutti ci facessimo questo regalo: il senso critico. Perché sento che ce n’è un gran bisogno, in un periodo percepito come difficile a livello economico, sociale, politico e che per questo incoraggia gli estremismi, i facili entusiasmi e le generaliste disillusioni.

Lo dico soprattutto ai genitori, agli insegnanti: non fatevi obbedire come foste un libro sacro, insegnate ai ragazzi la bellezza del dissenso, l’orgoglio del dubbio.
La vostra indignazione è preziosa, è un’arma, non lasciate che si ritorca contro di voi, non lasciate che gli interessati ne arrotondino la punta, abituandovi a scaldarvi e raffreddarvi in pochi minuti al suono di uno slogan. La vostra fiducia ha un valore inestimabile, non concedetela a estranei qualsiasi, a una voce su Internet o per strada, non credete a me, al vicino di casa, al panettiere o al giornalista tv. Credete solo a voi stessi, e quando è il caso neanche quello. Siate critici.
Non date retta a tutto quel che sentite, non prestatevi ad essere le casse di risonanza delle loro menzogne. Fate domande, fate domande scomode, fate domande se non capite, se non siete d’accordo, se qualcosa non torna, siate rompiscatole. Non leggete mai una notizia una sola volta, leggetela tante volte, cercate altre campane, e non parlo solo di Internet ma anche e soprattutto della vita vera, non ripetete a pappagallo ciò che qualcuno vi ha raccontato di aver sentito dire da qualcun altro: è così che nascono le bufale, i fraintendimenti, e dove c’è qualcosa di non chiaro ci sarà sempre qualcuno pronto ad approfittarsene e usarlo a proprio vantaggio, magari ai vostri danni. Non fatevi raccontare la realtà, vivetela.

E se poi è il caso, allora indignatevi sul serio, non fatevela passare nel giro di cinque minuti, parlatene: su Internet, per iscritto, dal vivo, non importa, ma parlatene e unitevi.
Date valore a ogni vostra parola, a ogni vostra presa di posizione. Solo così saremo diversi da quelli che vogliamo combattere.

Vulcanica

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