Censura a Verona di nome Sboarina

Censura a Verona di nome Sboarina

Finita l’era di Flavio Tosi nella tanto bella quanto conservatrice Verona, il centrodestra si riprende ancora una volta la città grazie al neoeletto sindaco Federico Sboarina. Passano pochissimi giorni dal ballottaggio che lo vede vincitore in data 25 giugno 2017 e già si pregustano i primi segni di un’ideologia squisitamente cieca e destrorsa che – a quanto pare – piace tanto al popolo veneto.
E come è più opportuno produrre maggiori danni, per far comprendere subito agli elettori che siamo marcatamente di destra, se non infierendo contro la cultura soprattutto se LGBT friendly?

Federico Sboarina ha già prodotto grande clamore, annunciando il ritiro dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della “famiglia naturale” alle unioni di persone dello stesso sesso, al fine di contrastare la diffusione delle teorie del gender nelle scuole.

Il programma elettorale del neosindaco di Verona prevede, esplicitamente, di porre in essere delle azioni censorie:

  • contrasto alla diffusione delle teorie del gender nelle scuole, attraverso proposte educative, sviluppate in collaborazione con le associazioni di famiglie e finalizzate a promuovere il rispetto della dignità maschile e femminile senza appiattire le naturali e preziose diversità”;
  • ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso;
  • impegno a respingere ogni iniziativa (delibere, mozioni, ordini del giorno, raccolta firme, gay pride, ecc.) in contrasto con i valori della vita, della famiglia naturale o del primario diritto dei genitori di educare i figli secondo i propri principi morali e religiosi”.

Ricordiamo che la fantomatica “teoria del gender” o “ideologia gender” sono espressioni inventate dal Vaticano tra anni ’90 e 2000 per dare un nome a tutto ciò che si allontanasse dalla dottrina della Chiesa cattolica e da una visione “naturale” dei rapporti tra i sessi, della sessualità e della famiglia, e dunque: movimenti femministi, movimenti gay, lesbici, bisessuali, transgender e intersex (LGBTI), educazione di genere, lotta contro omofobia e transfobia, riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali e delle famiglie omogenitoriali.

In risposta alle critiche dell’Associazione Italiana Biblioteche e dell’Associazione Italiana Editori, Federico Sboarina ha ribadito che la sua amministrazione intende promuovere una politica di “difesa della famiglia naturale, composta da una mamma e da un papà”, appoggiato, tra gli altri, da Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord, da Alberto Zelger, già noto per la sua battaglia contro “la teoria del gender”, e dal candidato sindaco del Popolo della Famiglia, Filippo Grigolini, sostenuto da Mario Adinolfi e dall’Avv. Gianfranco Amato, che di Verona hanno fatto ormai il loro quartier generale.

Organizzazioni, associazioni, gruppi, cittadine e cittadini che si riconoscono nei valori democratici dell’autonomia e dell’autodeterminazione, delle pari dignità e delle pari opportunità, dell’antirazzismo, dell’antifascismo, dell’antisessismo e della non-discriminazione nei confronti delle persone e delle famiglie LGBT, hanno lanciato un appello per il neosindaco Federico Sboarina (link), per non permettere che tornino i tempi della censura e degli indici dei libri proibiti e contro qualsiasi iniziativa che neghi i diritti di libertà e di uguaglianza riconosciuti dalla Costituzione italiana, dalle convenzioni internazionali, e dalle direttive e risoluzioni europee.

Invitiamo tutti a firmare la petizione online sul sito di Activism: link

1 commento

  • Mi dispiace per voi che vivete lì, è davvero un postaccio.
    Noi continueremo a comprare quei libri e a farli leggere ai nostri bambini
    Resistenza!

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