
Come mostra la foto, in una strada del Veronese è stato stabilito il limite di velocità di 70 km/h a meno di 250 metri da una rotonda – che non è larga come il Grande Raccordo Anulare di Roma, e quindi percorrerla a quella velocità è cosa da pazzi. Oppure da ADAS, ovvero da Dispositivo Avanzato di Assistenza alla Guida.
Se un conducente umano si rende conto che quel limite di velocità non ha senso e lo ignora, non è detto che un ADAS di livello 5 (ovvero capace di guidare da solo in ogni condizione – è ancora una cosa da fantascienza) sarà programmato anche per capire quali segnali stradali siano insulsi e vadano ignorati. Se un umano ordina al suo ADAS di livello 5 di andare sempre alla massima velocità consentita, di fronte a quel limite, l’ADAS farà prima un’accelerazione bruciante, e poi una brusca frenata quando si renderà conto che quella rotonda non si può affrontare a 70 km/h. Non si sarà guadagnato tempo, si sarà sprecata energia e si sarà logorato inutilmente il veicolo. Senza contare che una brusca accelerata e frenata possono far sbandare l’auto (specie sul bagnato o l’innevato) e provocare un incidente.
Gli ADAS sono costosi, ma già quelli di livello 2 presenti in molte auto sono di grande aiuto allɜ conducenti diversamente giovani (o diversamente abili) come me, permettendogli di guidare più a lungo senza stancarsi. Se però non viene fatta pulizia dei segnali stradali inopportuni (o mal coordinati tra loro), gli ADAS di livello superiore creeranno più problemi di quelli che risolveranno. Ed una cosa di cui hanno già bisogno gli ADAS di livello 1 e 2 usati ora è la cura della segnaletica orizzontale.
Infatti, fa parte degli ADAS livello 1 e superiore il centraggio del veicolo in corsia: una telecamera vede le strisce continue o discontinue che delimitano la corsia e gira (delicatamente – il conducente così può opporsi) il volante per tenere il veicolo in mezzo alla corsia; se il conducente fa uscire il veicolo dalla corsia suona un cicalino. Cosa utile, ma se le strisce non ci sono? Se il comune riasfalta la strada un anno fiscale per coprire le buche, ma rimanda il tracciamento delle strisce all’anno fiscale successivo, nel frattempo il centraggio del veicolo non può funzionare.
Questo mette in difficoltà anche chi non ha l’ADAS – per esempio se deve guidare su quella strada di notte. E non vi ho parlato delle molte strade in cui si è cambiata la segnaletica orizzontale ma non si è coperta la vecchia, lasciando che sia il conducente a capire (non sempre ci riesce) che quella che vale è quella nuova e nitida, mentre quella che col passare degli anni va sbiadendo dev’essere ignorata. Ed il povero ADAS che deve fare?
Quasi tutte le strade italiane sono di proprietà pubblica, e quindi affidate ai politici e politiche che votiamo; questɜ non devono pensare che gli ADAS permetteranno di ridurre la manutenzione delle strade – al contrario, la esigeranno più attenta.
In attesa che vengano messi a punto gli ADAS di livello 5, aspetto che quelli di livello 2 siano capaci di fermare il veicolo al semaforo rosso o agli stop, salvando un sacco di vite ogni anno e rendendo superflue molte rotatorie.
Raffaele Yona Ladu
Ebreo umanista gendervague
Socio di Autistic Self-Advocacy Network
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