SIATE FORTI, FATEVI ANIMO, PERCHÉ UNA CHIESA INCLUSIVA È POSSIBILE E C’È GIÀ
Quest’anno la consueta veglia ecumenica contro l’omobitransfobia si è concelebrata il 31 Maggio nella chiesa evangelica battista di via Pinamonte, tra molti imprevisti e difficoltà, incastonata al centro di una già ricca serie di iniziative simili tra inizio maggio e metà giugno: il culto dell’Euroforum cristiano LGBT, una messa cattolica contro l’omobitransfobia, i culti domenicali contro l’omobitransfobia della chiesa evangelica battista e della chiesa valdese, e infine il culto domenicale arcobaleno della chiesa protestante luterana-riformata1.

UN MESE ALL’INSEGNA DELL’INCLUSIONE
Tutte queste occasioni di preghiera nascono da una necessità: fermare l’odio e la discriminazione omobitransfobica della società. Ma c’è anche qualcosa di più: il desiderio di una vera inclusione di tutte le minoranze LGBTQ+ nelle chiese, accompagnato da una nuova elaborazione teologica sul genere e sulla sessualità. Tutte queste iniziative di preghiera sono possibili perché i cristiani e le cristiane LGBTQ+ si mettono all’opera per costruire una chiesa inclusiva e perché sempre più pastori, genitori, fedeli e laici raccolgono questa sfida di cambiamento.
Gli organizzatori della veglia sono state realtà cristiane LGBTQ+ milanesi (il gruppo Il Guado2, i Giovani del Guado, il gruppo Varco3, Il granello di Senape4), le chiese protestanti valdese e battista, la corale LGBTQ Diversa Vox. Alla veglia sono intervenuti inoltre la pastora della chiesa protestante metodista, il pastore luterano e un sacerdote cattolico.

LA TENACIA DI FRONTE AGLI OSTACOLI
Soprattutto nella veglia ecumenica di quest’anno ho compreso quanto questo desiderio di cambiamento sia forte e genuino. Organizzare la veglia ecumenica, contemporaneamente alle altre iniziative, è stato complicato, e ostruzionismi e rifiuti da parte della gerarchia cattolica hanno complicato le cose. Inoltre uno sciopero con alta adesione dell’azienda di trasporti ATM ha reso quasi impossibile viaggiare con i mezzi pubblici nella città di Milano proprio la sera della veglia. Eppure, pur nelle difficoltà e nello sconforto, ha prevalso la nostra tenacia e la fede in Dio. Sapevamo che tutto ciò era per una causa importante.
Ci aspettavamo poca gente, eppure, nonostante tutto, una ottantina di persone sono riuscite a venire in chiesa: evidentemente la tenacia e la fede in Dio erano presenti anche in loro. Ho così compreso che per queste persone la veglia contro l’omobitransfobia era davvero importante. Alcuni tra loro, compreso il coro Diversa Vox, era la prima volta che partecipavano ad un evento di preghiera simile; altri erano invece “veterani delle veglie”, ma si percepiva da parte di tutti il desiderio di costruire insieme qualcosa di nuovo.
La tenacia è stata necessaria. È stata una sfida giusta quella lanciata alle gerarchie delle chiese. Abbiamo confidato in Dio, e Lui non ci ha deluso, anzi! Abbiamo perciò iniziato la celebrazione rincuorati vedendo la chiesa piena. Mentre ascoltavo la pastora battista predicare, ho capito che il versetto scelto per la veglia non poteva essere più adatto:
“Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà” (Deuteronomio 31:6).

PREGHIERA PER UNA CHIESA SENZA DISCRIMINAZIONI
Abbiamo quindi testimoniato con una fiaccolata l’amore che Dio ha per noi e per ogni persona diversa. Il piccolo corteo ha percorso le affollate vie dell’aperitivo milanese, elencando gli episodi di omobitransfobia, portando uno striscione arcobaleno su cui era scritto: “Veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia e della transfobia”.
Ci siamo fermati in una piazzetta, dove un pastore battista ci ha addirittura raccontato della profonda trasformazione che, anni fa, da omofobo lo aveva portato a diventare paladino delle diversità, spiegandoci che una chiesa senza discriminazioni è possibile ed è già realtà.
Tornati in chiesa battista, abbiamo pregato che terminino sofferenze e discriminazioni, per tutta l’umanità e per la comunità LGBTQ+. La pastora della chiesa metodista, ispirata dalla recente cronaca vaticana, ha pregato che non vi siano più da parte delle gerarchie religiose discriminazioni nell’accesso alle vocazioni e il sacerdote cattolico presente ha raccolto appieno in modo costruttivo quella preghiera, ringraziandola. Sono poi piovuti dei nastri colorati dall’alto a simboleggiare la bellezza della diversità. Sotto la variopinta tenda protettiva di Dio, insieme, abbiamo condiviso gli ultimi momenti della nostra preghiera ecumenica, conclusa con una meravigliosa armonia di voci del coro Diversa Vox. Sì, una chiesa inclusiva è possibile, anzi c’è già.
Emanuele Crociani
©2024 Il Grande Colibrì
1_ A Milano la chiesa protestante luterana si è fusa con la chiesa protestante riformata.
2_ Il Guado è uno storico gruppo milanese di omosessuali credenti, di fatto prevalentemente cattolico, così come la sua emanazione giovanile nata recentemente, I Giovani del Guado.
3_ Il Varco è un gruppo milanese LGBT+ cristiano protestante, legato alle chiese battista, valdese, luterana.
4_ Il Granello di Senape è un gruppo lombardo di genitori cattolici con figli LGBT+.


