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Non lasciatevi ingannare dal silenzio: anche se non ne sta parlando nessuno, la situazione è davvero critica. Gli uomini trans in Italia devono affrontare una grave emergenza farmaceutica: non sono più reperibili alcuni farmaci fondamentali per le loro terapie ormonali. Il problema è stato denunciato con un articolo (link) di Nicholas Vitiello, volontario della nostra associazione Il Grande Colibrì, e con un’intervista a Christian Leonardo Cristalli del Gruppo Trans di Bologna pubblicata da Trans Media Watch Italia.

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali

Finora la reazione dei media, della società e delle istituzioni è stata quasi inesistente, ma Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali, sostenuta da Pippo Civati di Possibile, ha presentato l’importante interrogazione parlamentare che riportiamo qui sotto. Ora si spera che arrivino risposte rapide e che il problema richiami l’attenzione che merita.

Al Ministro della salute – Per sapere – premesso che:

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) per una persona trans* è a vita ed è spesso salvavita, necessaria ed irrinunciabile anche dopo l’eventuale riconversione chirurgica per garantire un livello sostitutivo di estrogeni/androgeni necessario per vari aspetti metabolici;

l’8 febbraio l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha aggiornato la lista dei farmaci temporaneamente carenti o indisponibili inserendo anche farmaci a base di testosterone. Per chi segue una terapia ormonale sostitutiva, l’interruzione della reperibilità dei farmaci è fonte di disagi, soprattutto nel caso in cui un farmaco bioequivalente non esista, sia irreperibile, o abbia effetti collaterali insostenibili. Negli ultimi mesi la situazione è degenerata, soprattutto nel caso del Testoviron, portando a una corsa ad accaparrarsi le scorte disponibili lasciando le persone trans* sprovviste di farmaci irrinunciabili;

la divisione da parte di AIFA dei farmaci a base di testosterone in prescrivibili a uomini e a donne, non prevedendo la somministrazione a persone con genere anagrafico femminile in quanto FTM in transizione, crea enormi difficoltà alle persone FTM regolarmente in possesso di ricetta medica che spesso si vedono negato in farmacia il farmaco a cui hanno diritto;

gli automatismi negli screening di prevenzione dipendenti esclusivamente dal genere sui documenti di identità determinano situazioni di grande difficoltà che, non considerando le reali necessità mediche delle persone trans*, creano ostacoli alla piena fruizione del Sistema Sanitario Nazionale;

la quasi totalità dei farmaci per la terapia ormonale sono di “classe C”, definiti non essenziali, il cui costo non è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ma a carico del cittadino. L’unico modo per una persona trans* di ottenere un Piano Terapeutico è (nel caso di documenti già rettificati) tramite diagnosi di un ipogonadismo (uomini trans) o di una menopausa precoce (donne trans), circostanze che però nella realtà non sussistono. In tutti gli altri casi gli ormoni si possono ottenere in Piano Terapeutico con una diagnosi di “disforia di genere” che non è però sempre riconosciuta in mancanza di protocolli disposti appositamente dal ministero o dalle regioni. L’AIFA potrebbe attivarsi inserendo la disforia di genere nei bugiardini valutando che c’è un consumo corposo di detti farmaci da parte delle persone trans*.

ai Ministri in indirizzo

Se è a conoscenza di quanto in premessa e nel caso se non intenda attivarsi urgentemente nei confronti dell’AIFA affinché vengano rilasciate alle strutture sanitarie che ne facciano richiesta l’autorizzazione all’importazione di un medicinale equivalente autorizzato all’estero per i farmaci in elenco;

se non intenda predisporre gli atti di competenza affinché venga superata la divisione da parte di AIFA dei farmaci a base di testosterone in prescrivibili a uomini e a donne, in modo che siano prevista la somministrazione a persone con genere anagrafico femminile in quanto FTM in transizione, eliminando in tal modo tutte le difficoltà alle persone FTM regolarmente in possesso di ricetta medica che spesso si vedono negato in farmacia il farmaco a cui hanno diritto;

se non intenda predisporre gli atti di competenza affinché vengano superate le difficoltà derivanti dagli automatismi negli screening di prevenzione dipendenti esclusivamente dal genere sui documenti di identità determinano situazioni di grande difficoltà che non considerando le reali necessità mediche delle persone trans* creano ostacoli alla piena fruizione del Sistema Sanitario Nazionale;

se non intenda attivarsi urgentemente nei confronti dell’AIFA in modo da inserire la disforia di genere nei bugiardini valutando che esiste un consumo corposo di detti farmaci da parte delle persone trans*.

 

Muroni

Interrogazione a risposta scritta, utilizzate 577 parole su 600

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