Lettera a Sabrina

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Disegnando un tracciato tante cose si creano: un percorso a tappe, come quello della mia vita, che tappa dopo tappa, diventa sempre più chiaro. Tanti pezzettini di un puzzle che iniziano a creare l’immagine di me e di tutte le persone ed esperienze che mi stanno intorno.

Una vita fatta di pensieri, misti a parole mai dette, che si confondono se rimangono solo nella mia testa. Per questo li scrivo, perché così prendono una loro forma.

Sono davanti alla TV. Mi piace guardare “i Dalton”. Mi sono sempre piaciuti i cartoni animati. Mi rilassano, mi divertono e mi fanno stare bene. Penso a te quando li guardo. Ti sento vicina. Ed ogni ora del giorno è buona per guardarli.
Intorno a me gira la piccolina. Ora è seduta sulle mie gambe e mi lecca una mano. È una cagnolina stupenda, un altro tuo regalo.

Vorrei condividere con te le tante piccole cose della mia routine quotidiana. Vedere insieme dei film per esempio. Mi piace come sei: un insieme infinito di contrasti e contraddizioni. Mi piace come mi fai sentire: ascoltata, capita nel profondo. Sai stare tanto in silenzio, osservi tutto, dici poche cose, però dolci e mirate.
Mi dici sempre di stare serena. E io ci penso sempre quando mi sento sola. Mi aiuta molto, mi fa ricordare che ci sei, anche se siamo lontane.

Christiane F. – quella dello zoo di Berlino – mi ricordi lei: delle volte fragile e in balia di tutto e tutti, e subito dopo forte e lucida, capace di risollevarti e andare avanti. Forse non ti piacerà essere affiancata a questo personaggio, però per me è stata attrazione fin dal primo sguardo per quell’immagine di lei nella copertina del libro, che rimane tutt’ora uno dei miei preferiti.
L’attrazione che ho provato per i tuoi occhi la prima volta che ci siamo incontrate è la stessa che ho provato quando a distanza di metri ho intravisto l’immagine di Cristiane F. quando ero più piccola.

Oggi tutto è cambiato. Mi manchi.
Lo abbiamo quasi deciso insieme. Forse pensavi che riavvicinarmi a Jon sarebbe stata la scelta migliore per il mio futuro. Forse l’ho pensato anche io, ma mi sbagliavo. È stato solo frustrazione, nient’altro.
E anche io da parte mia pensavo che saresti stata meglio senza di me. Avresti potuto fare molto più cose, essere più libera e felice. Probabilmente io ti avrei oppressa e riempita dei miei dubbi e delle mie insicurezze.
Ci siamo costrette a tenerci distanti. Tu per il mio bene. Io per paura di provare di nuovo l’abbandono. E così preferisco restare dove non fa né bene né male, dove però si muore lentamente dentro…

Poi penso anche che vorrei davvero vivere alla luce del sole con una donna e provare a fare tutto quello che immagino insieme a lei: presentarla agli amici come la mia fidanzata, stringerle la mano in giro per le strade, costruire una famiglia insieme a lei, la donna che amo. Lo desidero da sempre ormai, e per ora quella donna sei tu.
Perché, se è vero che l’anima ci comunica, io so che in tutti questi anni non l’ho mai ascoltata, ma adesso lo vedo: la mia anima è sempre stata bene vicino alla tua, ti ha sempre cercata.

Sei così spaventata anche tu?

Alice

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