I simboli e la civiltà

I simboli e la civiltà
I simboli e la civiltà

Ecco, pensiamo per un momento di vedere un bel film americano, di quelli commoventi ben scritti e ben diretti, dove un coraggioso Sindaco bianco di una sperduta cittadina del Mississipi degli anni ’60 invita a pranzo nel giorno del Ringraziamento una famiglia di Afroamericani… Oppure facciamo un salto indietro, nella Londra degli anni ’20 dove un gruppo di Suffragette, legatesi ad un palo della luce, chiedono il diritto di votare e il Sindaco di Londra, invece di farle arrestare, passa attraverso i cordoni della polizia e le va a trovare, porta loro acqua e viveri e si mette umanamente a parlare con loro, ad ascoltare a comprendere… Gesti simbolici, che cambiano la visione delle cose.

Immaginate sempre un film, di quelli popolari, quelli che alla notte degli Oscar, ci vanno di sicuro, film tipo “Milk” o “12 anni schiavo”. La storia è quella del Sindaco di un paese tendenzialmente omofobico, razzista e sessista, che spinto da una responsabilità morale, esattamente come gli altri Sindaci sopracitati, decide di fare qualcosa di eclatante, di evidente, qualcosa che lo riporti in pieno diritto nella categoria degli umani.
Sala del Campidoglio interno giorno: La macchina da presa (mdp), parte da un’inquadratura di un calendario che riporta la data 18 Ottobre 2014, poi si allarga e, spostandosi lentamente, scopriamo i volti commossi di sedici coppie, di varie età ed estrazione sociale, sono coppie omosessuali, alcune di loro tengono per mano i loro bambini, altre dei mazzi di fiori, altre entrambi, le coppie sono circondate da amici e parenti. Da fuori si odono le urla dei manifestanti, che carichi di odio, lanciano frasi offensive e minacciose, verso il Sindaco e verso quelle coppie, quelle famiglie, che simbolicamente stanno trascrivendo sui registri della città dove abitano e pagano le tasse, il loro matrimonio contratto all’estero.
Sala del Capidoglio interno giorno: La mdp inquadra dall’alto il Sindaco, le coppie e il resto del gruppo, poi congedandosi da loro, inizia ad alzarsi, oltrepassa il solaio e il tetto, scoprendo la folla di odiatori che, con cartelli e braccia tese, circondano il Campidoglio. La mdp, continua ad allontanarsi, inquadrando la città, sempre meno definita, poi l’immagine diventa satellitare, mentre il nostro piccolo pianeta si perde inghiottito nel buio dell’universo… Iniziano a scorrere i titoli di coda, supportati da un tema musicale indimenticabile, magari composto appositamente dal maestro Ennio Morricone o Danny Elfman.

Io e Edu, siamo particolarmente vicini a queste coppie, perché anche noi come loro, ci siamo uniti all’estero.
Scrivendo, mi è venuto in mente un evento legato al giorno della nostra unione: eravamo a Dublino, negli uffici dove si celebrava il nostro Civil Partnership, la sala era piena di amici e parenti e la commozione e la felicità erano tangibili. Lì, in quel momento, si respirava amore e condivisione. Mio padre per tutto il tempo della cerimonia, se ne stava seduto con gli occhi bassi, anche se ero concentrato su quello che dovevo dire e fare, la mia attenzione era inevitabilmente catturata da mio padre e dentro di me pensavo «Sicuramente, essendo un uomo tendenzialmente di destra e cattolico, sta cosa non la sta superando bene, vuole evitare di vedere sta scena, dove suo figlio sposa un altro uomo…».
Finita la cerimonia eravamo tutti lì ad abbracciarci. Vado da lui, ci guardiamo negli occhi e gli dico «Papà ma non sei contento per me?», mi prende le mani e avvicinandosi al mio orecchio mi sussurra «Oggi per me è una giornata tristissima, ho appena capito che mio figlio per veder riconosciuto il suo amore è dovuto andare via dal Paese in cui è nato e cresciuto, per arrivare in un Paese straniero dove ti hanno restituito quella dignità che ti avevano rubato in Italia, perchè l’amore e la capacità di saper amare è l’unico propellente che deve essere riconosciuto in una civiltà sana». Che cosa avreste fatto voi al mio posto? Esattamente quello che ho fatto io, ho pianto per qualche secondo come un vitello, l’ho abbracciato e poi ho cercato di ricompormi come meglio ho potuto.

Sabato 18 Ottobre 2014, il Sindaco Ignazio Marino, ha dato voce anche a mio padre, uomo di destra e cattolico, mio padre, uomo per bene e mai perbenista.

In alto, c’è la foto della mia famiglia, quello piccolino sono io, le mie sorelle e quelli ai lati sono i miei genitori che attraverso l’amore, l’accettazione e il sostegno, mi hanno trasmesso il vero e unico significato di famiglia tradizionale. E se un giorno con Edu, adotterò dei bambini, noi lo trasmetteremo a loro.

 

Ale
fonte: ilmaritodellosposo.blogspot.it

1 commento

  • Molto si parla e si polemizza del matrimonio omosessuale, dei diritti che questa parte della società chiede a gran voce. Il desiderio di formare coppie stabili è, del resto, la più grande rivoluzione all’interno del mondo gay e lesbico da qualche anno a questa parte, una rivoluzione culturale e antropologica paragonabile solo alla svolta di oltre trent’anni fa sull’orgoglio e la visibilità.

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