Ho sempre saputo di essere “diversa”

Ho sempre saputo di essere "diversa"
Ho sempre saputo di essere "diversa"

Il mio nome è Alice, ho 31 anni e sono di Milano. Mi occupo di fotografia, per lavoro e per passione.

Ho sempre saputo, fin da piccolina, di essere “diversa” dai miei amici e compagni di classe.
Questa consapevolezza si è acuita con il passare degli anni, con l’inizio dell’adolescenza e con il vedere tutti i miei coetanei lanciarsi a capofitto nelle prime storie d’amore. Sia chiaro, di cotte a quell’età ne ho avute anche io, ma…tutti quanti parlavano di sesso, lo desideravano con tutta l’anima…e io non ero proprio interessata ecco.
All’inizio pensai ad uno “sviluppo tardivo”, ma con il passare degli anni era chiaro che non era quello il caso. Pensai pure di essere omosessuale: “ecco perché! In realtà mi piacciono le ragazze”. Dopo un po’ però…niente, nada, nisba. Mmh…neanche quella era la risposta.

Tanto per rendere le cose più facili, a rafforzare la mia confusione personale e interiore arrivarono i compagni di classe al liceo: si sa, non appena fiutano la difficoltà di una persona e il suo essere non normativo, i bulli si scatenano come squali.
Alla fine del liceo (5 anni d’inferno) ero giunta al punto in cui rimettevo tutte le mattine per l’ansia e il disagio che mi causava andare a scuola. Mi dicevano che ero malata, che non ero normale…e oltre a loro, una simpaticissima professoressa rincarava la dose.

Non sapevo chi ero, non sapevo perché ero così ed ero convinta che ci fosse qualcosa che non andava in me e di essere sola al mondo. Cotte e cottarelle sia per ragazzi sia per ragazze, ma di attrazione sessuale neanche l’ombra.

Poi un giorno per caso, intorno ai 17 anni, leggendo la biografia di un autore, scoprii una nuova parola: asessuale.

Sentii un piccolo campanello trillare nella mia mente: “forse è questo che sono io?”. Incuriosita, mi buttai su Internet e mi si aprì il mondo intero.
Non ero sola. Ero normale, sana e oh santissimo cielo non ero sola.

L’asessualità è un orientamento sessuale come tutti gli altri, ossia naturale e sano. Significa semplicemente che non si prova attrazione sessuale verso altre persone.
Ci si innamora, chi di più chi di meno. C’è chi si innamora di persone dello stesso sesso, chi di persone del sesso opposto e chi di entrambi. C’è a chi non interessa proprio per niente di che sesso è la persona che gli interessa. Ci sono asessuali transgender. Ci sono anche persone che provano raramente attrazione sessuale ma che sono state comunque accolte nello spettro dell’asessualità.
Un vero e proprio universo.

Da qui iniziò il mio processo di accettazione: sapevo che cosa ero. Ora dovevo arrivare ad un punto in cui ero sicura di me stessa, e superare tutto l’indottrinamento delle esperienze traumatiche del bullismo e le norme eteronormative della nostra società.

Ci misi un po’, ma ho sempre preferito fare le cose con calma e bene. Dopo qualche anno ho cominciato a pensare ad un vero e proprio coming out, in particolare con la mia famiglia. Anche per questo ci è voluto un po’ di tempo. Sapete tutti quante ansie causano i coming out.
Quando mi dichiarai, prima a mia madre e alla mia sorella più piccola (al tavolo, in cucina, dopo pranzo), ero francamente terrorizzata; non ne avevo ragione. Mia madre se ne uscì con una delle sue: “Ah, non sapevo che questa cosa esistesse, ma l’avevo già capito”.
Stessa reazione di mia sorella e poi anche dell’altra mia sorella.

– No, cioè, dirmelo prima no? –

Superato lo scoglio della famiglia, ho acquistato ancora più confidenza e l’ho detto ai miei amici più stretti e anche qui ho avuto risposte positive: sono stata fortunata ad essere circondata da persone che mi vogliono bene, senza riserve né pregiudizi.

Quell’anno decisi di buttarmi a capofitto in un’impresa per me titanica: sono entrata a far parte dell’organizzazione di Milano Pride. Io, la ragazzina che al liceo era timidina e insicura, ero arrivata fino a questo punto.

Ormai faccio parte del gruppo di Milano Pride da qualche anno e sono sempre più fiera di quello che facciamo per tutti, compresi gli asessuali come me. Ci sono stati dibattiti e critiche da parte di alcune persone, ma devo dire che tutti i rappresentanti di Milano Pride si sono sempre schierati a favore della presenza asessuale nelle attività organizzate, inclusa la tradizionale marcia estiva. In fondo siamo tutti, asessuali inclusi, soggetti alle stesse discriminazioni e violenze.

Immaginate infatti una coppia asessuale formata da persone dello stesso sesso: non va incontro alle stesse discriminazioni di una coppia gay? Per non parlare degli asessuali transgender. Anche nel caso di coppie asessuali di sesso opposto ci sono state discriminazioni da parte di alcune nazioni e stati: per esempio sono stati negati matrimoni e adozioni.

L’esempio che faccio spesso è quello del razzismo. Se una persona di colore viene insultata e sottoposta a violenze perché il colore della sua pelle è troppo scuro, significa per caso che gli individui come loro sono le uniche vittime del razzismo? Cosa diciamo di ispanici e asiatici? Sono persone diverse, colori diversi, culture diverse: eppure il crimine è lo stesso.

In Italia si parla molto poco di asessualità. Piano piano, grazie anche al lavoro di Milano Pride, si sta destando un po’ di interesse, anche se purtroppo ancora limitato e generalmente trattato in modo banale e non adeguato, se non addirittura errato. Tuttavia so che il nostro paese è piuttosto restio a trattare in maniera corretta qualsiasi argomento che esuli dalle convenzioni sociali eteronormative, quindi non mi perdo troppo d’animo e vado avanti.
Certo a volte è dura, la comunità asessuale è generalmente molto timida e a volte mi sento come se in prima linea fossimo troppo pochi… ma sempre più persone mi contattano per ringraziarmi, per dirmi che finalmente anche loro ora sanno di non essere soli.

Soltanto questo mi dice che ne vale la pena.

 

Alice R.

P.S. Per chi ne volesse sapere di più, contattate AVEN (Asexuality Visibility and Education Network) all’indirizzo www.asexuality.org

2 Commenti

  • Davvero un bel lavoro. Da poco ho scoperto aven.it ed è confortante sapere che anche se in minoranza esistiamo, non siamo pazzi ed al contrario mi sento fiera di essere asessuale… finalmente non mi vergogno più! Un’accettazione totale di me stessa… sono finiti gli interrogativi le paure: inizio a vivere. Un ringraziamento particolare a coloro che si adoperano per divulgare e diffondere questo orientamento.

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