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Come dice l’adagio, l’abito non fa il monaco…ma probabilmente il trucco sì. Questo è quello che si potrebbe pensare scoprendo la storia del giapponese Kodo Nishimura, monaco buddista e rinomato make up artist. Nishimura nasce in Giappone ma il primo contatto con il mondo del make up avviene quando a 18 anni si trasferisce a New York per studiare alla Parsons School of Design. Dopo essere rientrato in Giappone per completare la sua formazione come monaco, Kodo parte alla volta di Los Angeles per affinare le sue abilità di truccatore professionista.

Recentemente Kodo Nishimura ha pubblicato un’autobiografia Fair and open: I can live as the person I wish to be (Semplicemente e apertamente: posso vivere come desidero) che vuole anche essere una celebrazione della differenza ma soprattutto un invito all’accettazione di sé rivolto ai suoi compatrioti. Il giovane monaco descrive le sensazioni contrastanti che la vita in Giappone e negli Stati Uniti gli ha procurato: da una parte la rigidità di ruoli e pratiche imposte dalla vita monastica, dall’altra la leggerezza e la creatività rappresentata dalla passione per il make up.

Un consiglio prezioso gli viene da un anziano del monastero: “apparenze e rituali non sono l’essenza dell’insegnamento”.

Oggi Kodo Nishimura, che si identifica come non binario, si divide serenamente tra le attività del monastero e quelle legate al suo lavoro di truccatore e partecipa a iniziative come Out in Japan, un progetto destinato a mettere in luce le minoranze sessuali in Giappone grazie al lavoro di celebri fotografi che hanno il compito di ritrarre persone LGBTQIA. L’obiettivo è quello di realizzare 10000 ritratti nei prossimi 5 anni. Quest’iniziativa è tutt’altro che di nicchia ma coinvolge sponsor internazionali di alto livello.

 

 

Bou Kerch 

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