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Andrea Pennacchi è un attore e regista italiano di grande talento, un “teatrista” come lui stesso si definisce nella sua biografia. Il suo percorso – o per meglio dire il suo viaggio – inizia nel 1993 con il Teatro Popolare di Ricerca – Centro Universitario Teatrale di Padova e prosegue sotto la guida di maestri del calibro di Cesar Brie e Carlos Alsina. Nel corso degli anni la sua formazione si arricchisce di un gran numero di incontri e collaborazioni che contribuiranno a dare forma alla sua cifra artistica.

Ecco, se Andrea leggesse queste prime righe molto probabilmente mi consiglierebbe di smetterla di tergiversare e di arrivare subito al sodo. Di stringere, di limare gli eccessi perché alla fin fine non serve scrivere una tiritera interminabile per esprimere un concetto tutto sommato semplice. Me lo ripeteva sempre durante gli incontri di preparazione dello spettacolo “Vite in viaggio”, un piccolo, bellissimo esempio di teatro in grado di intrecciare le storie personali di tutti i partecipanti in un unico grande racconto.

Taglia, questo non serve, arriva al dunque, non ti perdere in giri di parole! Io ci provavo, mi sforzavo un sacco, ma raramente ci riuscivo al primo colpo. Un po’ quello che mi succede ora, mentre scrivo questo articolo e mi chiedo come fare a descrivere la sua ultima fatica senza risultare pedante e soprattutto senza sfociare nel tifo da stadio.
Facciamo una cosa: lasciamo perdere i convenevoli e gli articoli lunghi lunghi che mi verrebbe spontaneo scrivere. Lasciamo che a parlare sia lui, Andrea Pennacchi, con la sua voce ruvida che scava in profondità e arriva lì in fondo, in quella zona cieca che gran parte di noi preferirebbe non illuminare. Lasciamo che il suo sguardo incontri il nostro e ci costringa a rimanere incollati a lui, alle sue parole, a quello che dice anche se all’inizio non ci piacerà proprio tantissimo. Lasciamo che ci guidi in una riflessione che forse in cuor nostro avevamo già cominciato a delineare ma che verosimilmente non avevamo il coraggio di mostrare in pubblico. Lasciamo che sia lui a fare il lavoro sporco e godiamoci il risultato, che rappresenta a tutti gli effetti una grande prova d’artista che merita di essere fruita.
Se poi l’artista in questione è un personaggio del calibro di Andrea Pennacchi, vi assicuro che i cinque minuti di attenzione che dedicherete a questo video saranno davvero, davvero molto ben spesi.
Non aggiungo altro, a parte l’invito a guardare quanto prima questo video:


www.youtube.com/watch?v=vEtp8qpvcec

 

Nicole Zaramella

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